mercoledì, 04 febbraio 2009

fiocco funebre

Thyssen: scontro in aula sulle mail in italiano

Terza udienza dai toni violenti per il rogo nell'acciaieria. Scontro tra pubblica e difesa dell'azienda. Per ribattere alla richiesta di annullamento per alcune mancate traduzioni degli atti, i pm proiettano in aula le mail dei manager tedeschi che usavano l'italiano. Il pubblico applaude. La Corte d'Assise ad inizio seduta aveva escluso alcuni operai che avevano firmato i verbali di conciliazione. Bocciata anche la richiesta di costituirsi parte civile da parte di tre parenti non prossimi
di Davide Banfo, Sarah Martinenghi e Andrea Magrini

La Corte d'Assise ha respinto la richiesta di costituzione di parte civile degli oltre 50 operai che firmarono i verbali di conciliazione con la ThyssenKrupp per la 'buona uscita', con i quali rinunciavano a diritti risarcitori 'presenti e futuri'. L'ordinanza è stata letta questa mattina dalla Presidente Maria Iannibelli all'apertura della terza udienza del processo contro sei dirigenti e manager della Thyssen per il rogo del 6 dicembre 2007 nello stabilimento torinese in cui persero la vita 7 operai. Sono invece stati ammessi come parti civili altri operai che non risultano avere firmato il verbale. Non sono stati ammessi poi tre parenti di altrettante vittime del rogo, in quanto non sono 'prossimi congiunti' e sotto il profilo giuridico non possono esercitare,a giudizio della Corte, le facoltà di persone offese.

La Corte ha poi respinto le richieste della difesa della Thyssen di non ammettere come parti civili i lavoratori che non furono direttamente esposti al pericolo dell'omissione delle cautele antinfortunistiche e dell'incendio, nonchè il Comune di Torino, la Provincia di Torino, i sindacati e l'associazione Medicina Democratica. Tutti questi soggetti sono quindi ammessi dalla Corte d'Assise come parti civili.

Gli operai che sottoscrissero l'accordo erano già stati esclusi all'udienza preliminare dal gup Francesco Gianfrotta; un'altra quindicina, indicati dalle difese come firmatari, sono stati accettati con riserva perchè manca la documentazione. "A questa giustizia non credo più", ha commentato Abisso, per il quale è stato sollevato un secondo problema: non essendo parte civile e dovendo essere chiamato a testimoniare, per la difesa non può seguire le udienze . "No so - dice l'ex operaio - se è un problema di leggi o di giudici. Io so che per me Roberto era un figlio. E adesso rischio persino di dovermene andare dall'aula. Vorranno mica un processo a porte chiuse?".

Nel processo restano cinquantadue lavoratori, i sindacati, gli enti territoriali e l'onlus Medicina Democratica. In seguito l'avvocato Ezio Audisio, del collegio difensivo, ha riproposto la questione di nullità, già bocciata all'udienza preliminare, legata alla mancata traduzione di alcuni atti in tedesco (la lingua madre di due imputati tra cui Harald Espenhahn, che risponde di omicidio con dolo eventuale)

Nel corso dell'udienza violento scontro tra difesa e pm. Per rispondere alle richieste di annullamento da parte degli avvocati della difesa sulle mancate traduzioni la pubblica accusa ha mostrato in aula con un proiettore le mail dei manager Thyssen Priegnitz e Hespenham chew dialogano in lingua italiana. La pm Traverso ha poi mostrato un filmato con un in'intervista a Espenhahn in italiano affermando che la difesa "punta solo a far saltare il processo e tornare indietro di un anno". Secca la replica dei legali della multinazionale tedesca che parla di "insulti da parte della pubblica accusa". Controreplica della pm "Riteniamo di essere in grado di non essere ingannati", affermazione seguita da uno scrosciante applauso da parte del pubblico.

Dopo questo scambio, la presidente ha sospeso la seduta aggiornarnandola al 10 febbraio.
(04 febbraio 2009)
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mercoledì, 28 gennaio 2009

In Germania si regalano le auto

mio commento al blog su Repubblica.it

L'errore sta nell'aiutare le imprese anziché i lavoratori.
L'aiuto alle imprese si trasforma sempre e solo in un maggior guadagno dell'imprenditore e mai in una redistribuzione più equa e corretta degli utili a tutte le persone che lavorano nell'impresa.
Ciò vale anche in caso di perdita dell'imprenditore, perché semplicemente quest'ultimo potrà dichiarare fallimento (avendo magari separato il proprio patrimonio personale tramite riserva patrimoniale; cosa giusta, peccato che in tale fondo anno per anno nel passato abbia versato gli utili fatti che non ha investito in azienda) oppure chiede l'aiuto statale dei famosi "ammortizzatori sociali".
Nel primo caso, i lavoratori perdono il posto di lavoro e eventuali stipendi non avuti; nel secondo, la crisi la pagano tutti i contribuenti.
In conclusione, gli imprenditori, che negli anni passati hanno incassato lauti utili con l'economia che tirava anzichè innovare e investire per migliorare l'azienda, non pagano nemmeno stavolta.
Esistono ovviamente, come in tutti icasi, eccezioni, purtroppo limitate e comunque ammirevoli, ovvero imprenditori seri che sanno fare il loro mestiere, purtroppo pochi!
Chi avesse dubbi, pensi a Parmalat, Cirio, Alitalia ma anche FIAT che ha negli anni utilizzato pesantemente la cassa integrazione ... mentre investiva fior di soldi nella Juventus!
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mercoledì, 19 novembre 2008
Intervento all'assemblea Unicredit del 14 11 2008Ecco l'intervento tenuto da un lavoratore di UniCredit all'assemblea degli azionisti del 14 novembre scorso. Saranno disponibili a cambiare modo di fare banca? Saranno capaci a rinunciare al profitto sempre in crescita come obiettivo principale per porre la giusta attenzione alle persone, siano esse dipendenti, clienti, azionisti? Riprendo il concentto espresso in un mio post di gennaio 2008: "Sarebbe interessante, infatti, provare a conteggiare i posti di lavoro eliminati sinora dalle varie fusioni, anche in ambito bancario (vedi CRT in UniCredit e Sanpaolo con Intesa)". E' questo il "valore" creato dal management?
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martedì, 18 novembre 2008

L'amministratore delegato dovrà rispondere dell'accusa più grave

Thyssen, a processo i sei imputati
«Fu omicidio volontario»

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giovedì, 13 novembre 2008

La palla ovale sbarca all'Olimpico

Una mostra sul rugby torinese di Timothy Ormezzano

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