Thyssen: scontro in aula sulle mail in italiano
Terza udienza dai toni violenti per il rogo nell'acciaieria. Scontro tra pubblica e difesa dell'azienda. Per ribattere alla richiesta di annullamento per alcune mancate traduzioni degli atti, i pm proiettano in aula le mail dei manager tedeschi che usavano l'italiano. Il pubblico applaude. La Corte d'Assise ad inizio seduta aveva escluso alcuni operai che avevano firmato i verbali di conciliazione. Bocciata anche la richiesta di costituirsi parte civile da parte di tre parenti non prossimi
di Davide Banfo, Sarah Martinenghi e Andrea Magrini
La Corte d'Assise ha respinto la richiesta di costituzione di parte civile degli oltre 50 operai che firmarono i verbali di conciliazione con la ThyssenKrupp per la 'buona uscita', con i quali rinunciavano a diritti risarcitori 'presenti e futuri'. L'ordinanza è stata letta questa mattina dalla Presidente Maria Iannibelli all'apertura della terza udienza del processo contro sei dirigenti e manager della Thyssen per il rogo del 6 dicembre 2007 nello stabilimento torinese in cui persero la vita 7 operai. Sono invece stati ammessi come parti civili altri operai che non risultano avere firmato il verbale. Non sono stati ammessi poi tre parenti di altrettante vittime del rogo, in quanto non sono 'prossimi congiunti' e sotto il profilo giuridico non possono esercitare,a giudizio della Corte, le facoltà di persone offese.
La Corte ha poi respinto le richieste della difesa della Thyssen di non ammettere come parti civili i lavoratori che non furono direttamente esposti al pericolo dell'omissione delle cautele antinfortunistiche e dell'incendio, nonchè il Comune di Torino, la Provincia di Torino, i sindacati e l'associazione Medicina Democratica. Tutti questi soggetti sono quindi ammessi dalla Corte d'Assise come parti civili.
Gli operai che sottoscrissero l'accordo erano già stati esclusi all'udienza preliminare dal gup Francesco Gianfrotta; un'altra quindicina, indicati dalle difese come firmatari, sono stati accettati con riserva perchè manca la documentazione. "A questa giustizia non credo più", ha commentato Abisso, per il quale è stato sollevato un secondo problema: non essendo parte civile e dovendo essere chiamato a testimoniare, per la difesa non può seguire le udienze . "No so - dice l'ex operaio - se è un problema di leggi o di giudici. Io so che per me Roberto era un figlio. E adesso rischio persino di dovermene andare dall'aula. Vorranno mica un processo a porte chiuse?".
Nel processo restano cinquantadue lavoratori, i sindacati, gli enti territoriali e l'onlus Medicina Democratica. In seguito l'avvocato Ezio Audisio, del collegio difensivo, ha riproposto la questione di nullità, già bocciata all'udienza preliminare, legata alla mancata traduzione di alcuni atti in tedesco (la lingua madre di due imputati tra cui Harald Espenhahn, che risponde di omicidio con dolo eventuale)
Nel corso dell'udienza violento scontro tra difesa e pm. Per rispondere alle richieste di annullamento da parte degli avvocati della difesa sulle mancate traduzioni la pubblica accusa ha mostrato in aula con un proiettore le mail dei manager Thyssen Priegnitz e Hespenham chew dialogano in lingua italiana. La pm Traverso ha poi mostrato un filmato con un in'intervista a Espenhahn in italiano affermando che la difesa "punta solo a far saltare il processo e tornare indietro di un anno". Secca la replica dei legali della multinazionale tedesca che parla di "insulti da parte della pubblica accusa". Controreplica della pm "Riteniamo di essere in grado di non essere ingannati", affermazione seguita da uno scrosciante applauso da parte del pubblico.
Dopo questo scambio, la presidente ha sospeso la seduta aggiornarnandola al 10 febbraio.
(04 febbraio 2009)
postato da: ettoreariotti alle ore 17:40 | Permalink | commenti
categoria:politica, sindacato, torino, lavoratori, morti sul lavoro thyssen krupp t
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