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La tendopoli di piazza d'Armi a L'Aquila sta chiudendo.
Ancora una volta, la mia impressione è che abbia vinto l'apparenza contro la sostanza, il colore contro il dolore, il denaro contro l'essere umano.
Da Repubblica, 6 settembre 2009: "Presto cominceranno le inaugurazioni e saranno trasformate in uno spot per il governo. Basterà puntare le telecamere soltanto sulle «prime persone felici di ritrovare una casa». Anche stravolgendo la realtà dei fatti. Le prime case per le quali si taglierà il nastro saranno quelle di Onna, il paesino più martoriato. Meglio non raccontare, però, che qui le casette di legno sono arrivate perché gli abitanti hanno minacciato una rivolta contro la «deportazione» in quelle Case antisismiche previste a chilometri di distanza.".
Con buona pace di chi non vede, non sente ma parla. Amen.





